Odontoiatria estetica

Cosmetica

sbiancamento-dentalePer odontoiatria cosmetica si intende tutto ciò che è volto a migliorare l'estetica del sorriso di un paziente. Le funzioni principali della nostra bocca sono certamente masticare e parlare ma anche sorridere. Nella società moderna il sorriso rappresenta indiscutibilmente un biglietto da visita dalle potenzialità smisurate. Un sorriso, smagliante, armonico ma sopratutto naturale può rappresentare un vero e proprio asso nella manica in tutte le relazioni interpersonali, siano esse sociali, lavorative o amorose. Al contrario, un sorriso disarmonico, segnato dal tempo o dal colore insoddisfacente possono rendere il paziente, insicuro ed in generale meno vincente. E' per questo che nel nostro studio, particolare interesse è dedicato a tutti i campi dell'odontoiatria estetica, non per rispondere a frivole richieste del mercato, ma nella consapevolezza che migliorare un sorriso vuol dire migliorare la qualità di vita e di relazione dei nostri pazienti rispondendo in pieno a quanto siamo chiamati a fare in qualità di medici. Tuttavia ogni terapia estetica non può prescindere da quelli che sono gli aspetti di salute e funzione della bocca. Pertanto ogni soluzione estetica sarà attentamente approfondita con il paziente per garantire non solo il risultato, ma anche la salute della bocca nella sua totalità alla ricerca del miglior rapporto tra costi biologici e beneficio estetico.

Nel corso degli anni, a causa di processi patologici, dell'accumulo di pigmenti superficiali o profondi, dell'assottigliamento dello smalto, o di precedenti terapie odontoiatriche inadeguate, i nostri denti tendono a cambiare colore, perdendo la vitalità e la brillantezza di un tempo.

Smacchiamento

La pigmentazione superficiale (discolorazione estrinseca) è rappresentata dall'accumulo di sostanze colorate (derivanti non solo da caffè, tè, o tabacco ma dall'alimentazione in genere) a livello delle superfici esterne del dente. Lo smacchiamento viene eseguito routinariamente durante ogni seduta di igiene orale attraverso l'impiego di specifiche paste lucidanti e spazzolini o coppette in silicone. Tale procedura infatti non risponde solo ad esigenze estetiche, ma in particolar modo serve ad allontanare dalla superficie del dente, non solo le macchie, ma in particolare la placca ed il tartaro sfavorendone la nuova adesione.

Sbiancamento

Lo smalto dei nostri denti, pur essendo una struttura particolarmente compatta, presenta un certo grado di porosità e pertanto tende a lasciar passare le molecole colorate che assumiamo durante la vita quotidiana. Tutto questo porta con il tempo i nostri denti ad assumere un colore più scuro e meno brillante. Lo sbiancamento professionale si basa sull'impiego di particolari gel a base di perossido di carbammide e perossido di idrogeno che penetrando all'interno delle strutture dentali sono in grado di decolorare chimicamente i pigmenti assorbiti e far tornare i denti al loro colore originario. I protocolli di sbiancamento possono essere divisi principalmente in due grandi categorie: Sbiancamento domiciliare: il paziente utilizza delle mascherine trasparenti realizzate sulla base delle impronte prese dall'odontoiatra per applicare un gel a media concentrazione durante le ore notturne. Questo trattamento ha una durata variabile dai 15 a 30 gg a seconda del grado di sbiancamento necessario. Pur essendo un procedimento più lento e graduale, per cui è richiesta la collaborazione del paziente nel portare costantemente le mascherine, questo protocollo consente di ottenere risultati più duraturi con un maggiore rispetto delle strutture dentali. Sbiancamento in studio: il gel ad alta concentrazione viene applicato sotto la supervisione dell'odontoiatra o dell'igienista dopo aver attentamente isolato i denti dalle gengive a dai tessuti molli della bocca tramite diga di gomma, diga liquida od altri appositi ausili. Il gel ad alta concentrazione infatti è altamente caustico nei confronti dei tessuti molli e deve pertanto essere impiegato unicamente da personale qualificato. A seconda dei casi, delle fonti luminose possono essere impiegate per accelerare il processo chimico di sbiancamento. Il trattamento ha una durata di circa 30 min ad arcata a seduta. Il numero di sedute può variare da 1 a 4 in base alle necessità del caso. Tale protocollo rappresenta certamente la strada più rapida e comoda per raggiungere il risultato spero a costo però di un approccio leggermente più aggressivo nei confronti delle strutture dentali.

Agenti sbiancanti

Per sbiancamento dentale s'intende ogni trattamento che fa diventare i denti più bianchi rispetto alla situazione pre-trattamento. I denti infatti possono venire sbiancati in due modi, uno meccanico e uno con sostanze decoloranti. Il metodo meccanico è basato sull'azione fisica di alcuni prodotti (es. pomice, bicarbonato) che agiscono per abrasione rimuovendo direttamente le macchie sui denti. Queste sostanze possono essere contenute ad esempio nei dentifrici sbiancanti. Anche il medico dentista può utilizzare questo metodo quando durante la seduta di igiene dentale usa uno strumento ultrasonico, che vibrando elimina il tartaro e alcune macchie. Inoltre lo usa alla fine della seduta di igiene orale quando, attraverso la rotazione ad elevata velocità di una particolare gomma, lucida i denti con una pasta contenente appunto un materiale con una determinata granulometria.

 

Ultrasuoni

Lucidatura

 

Gli svantaggi di questo metodo sono: 

  • vengono rimosse solo le macchie estrinseche dei denti, quelle cioè sulla superficie esterna del dente
  • effettuato con strumenti manuali (ad es. spazzolamento) richiede molto tempo e comunque si rimuovono solo piccole discolorazioni
  • se usato impropriamente può essere aggressivo nei confronti dello smalto provocandone l'abrasione

E' comunque necessario prima dello sbiancamento con metodo chimico, in quanto solo meccanicamente si possono togliere placca e tartaro.

 

Il metodo con sostanze decoloranti è basato sull'azione di prodotti con azione ossidante, i perossidi.

 

Spazzolino

Gel Sbiancante

 

 

I perossidi, attraverso la loro azione ossidante, penetrano nello smalto del dente e eliminano anche le macchie intrinseche, quelle cioè all'interno del dente, in modo delicato e senza effetti collaterali.

I perossidi inoltre riescono a modificare anche il colore naturale dei denti, rendendoli più bianchi rispetto al colore originario.

Perossido di Carbammide

Il perossido di carbammide era usato già negli anni '60 come antimicrobico per ridurre l'infiammazione gengivale e per favorire la guarigione dei tessuti.

I dentisti notarono che c'era un inaspettato effetto sbiancante sui denti, così iniziarono gli studi su questo prodotto.

Solo nel 1989 Haywood e Heymann pubblicarono un articolo su questa tecnica mettendo a punto quello che avrebbe rivoluzionato il sistema degli sbiancamenti dentali, il “nightguard bleaching”, che si avvaleva di una mascherina individualizzata contenente un gel 10% di perossido di carbammide da indossare la notte.

Dopo che ulteriori ricerche ne hanno dimostrato l'efficacia e la sicurezza, il suo uso per gli sbiancamenti dentali è cresciuto in modo esponenziale.

Il perossido di carbammide in soluzione acquosa si scinde in perossido di idrogeno e urea.

Contiene il 33% di perossido di idrogeno, così un gel contenente il 10% di perossido di carbammide corrisponde a uno contenente il 3,3 di perossido di idrogeno.

L'effetto sbiancante non si aumenta solo aumentando la concentrazione dell'agente sbiancante, ma anche calore e luce lo aumentano accelerando la reazione.

Sono state riportate altre forme di attivazione con acido citrico, ma non è chiaro il rischio per lo smalto in quanto sembrano riportate alterazioni irreversibili dello smalto.

Diversi studi hanno evidenziato una riduzione della forza di legame tra denti che hanno subito il trattamento sbiancante e resina composita, ipotizzando che sia dovuto alla presenza sulla superficie dello smalto di molecole di perossido di idrogeno che, oltre a interferire con l'attacco della resina ne inibisce la polimerizzazione.

Tutti i restauri estetici vanno pertanto eseguiti almeno 15 giorni dopo il trattamento sbiancante, quando inoltre vi è una stabilizzazione completa del colore.

Alcuni autori hanno sollevato un interrogativo sulla pericolosità dei radicali liberi (quali O2- e l'OH-) prodotti nel processo sbiancante, ma la Food E Drug Administration ne ha approvato l'uso.

Studi hanno dimostrato che lasciando in contatto soluzioni al 35% di perossido di idrogeno con i denti per 24 ore al giorno per 3 settimane c'è un aumento della porosità dello smalto. Questo è solo in via teorica perché mai nessun trattamento sbiancante può lasciare nemmeno lontanamente per così tanto tempo il gel a contatto con i denti (il 35% di perossido di idrogeno è infatti utilizzato solo nella tecnica “in-office” sotto la supervisione di un medico dentista e lasciato in contatto con i denti per massimo 30 minuti, con una totale sicurezza).

Gli svantaggi di questo metodo sono:

  • possibile sensibilità dentale variabile da persona a persona e da prodotto a prodotto, sempre reversibile entro 2-3 giorni dalla fine del trattamento e comunque controllabile dal medico dentista anche durante il corso del trattamento
  • sensibilità dentale elevata se sono presenti molte otturazioni sui denti a contatto col prodotto sbiancante.
  • possibile irritazione della mucosa gengivale se il prodotto sbiancante è usato impropriamente e messo direttamente a contatto con la mucosa, anch'essa risolvibile completamente con la sospensione del trattamento, ma che provoca spiacevoli bruciori

Per questo devono essere usati sotto la supervisione di un professionista che, dopo la visita, consiglia il metodo e la concentrazione di agente sbiancante più adeguata al singolo caso, in modo da evitare spiacevoli effetti collaterali.

Falso mito: esiste tra alcune persone il falso mito che gli sbiancamenti con prodotti chimici danneggino la struttura dello smalto del dente: questo è assolutamente falso, è stato dimostrato da decine di studi che la struttura dello smalto non cambia con l'uso di prodotti sbiancanti, nemmeno con quelli a concentrazione più elevata. Paradossalmente possono causare più danni i metodi meccanici: uno spazzolamento improprio con spazzolini a setole dure nell'arco di anni può portare a vere e proprie abrasioni del dente, che provocano danni estetici e una forte sensibilità dentale che può essere risolta solo con la copertura del dente con una protesi, la cosiddetta “capsula” o corona dentale.

 
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Abrasioni da spazzolamento

 

Come fa il perossido di carbamide a sbiancare i denti?

In soluzione acquosa il perossido di carbamide si scinde in perossido d'idrogeno e urea.

Il perossido d'idrogeno, sostanza comunemente contenuta nell'acqua ossigenata, è il vero e proprio agente decolorante, perché liberando ossigeno attivo, che è capace di penetrare tra i prismi dello smalto, fino alla dentina, ossida le sostanze colorate qui presenti: scompone le complesse molecole di pigmento in molecole più semplici, incolori.

 Schema dell'azione dei perossidi (Tratto da Condò G. , “Sbiancamento dei denti”, Ed. Martina)
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