Gnatologia

CORRELAZIONE TRA OCCLUSIONE DENTALE E BENESSERE PSICOFISICO.

Come può una malocclusione dentale influenzare negativamente le prestazioni sportive di un atleta?

Negli ultimi anni è stato riscontrato come una non corretta occlusione dentale, nei tre piani dello spazio, possa influenzare la posizione della colonna vertebrale e di conseguenza la postura di un individuo.

Per malocclusione si intende una relazione non bilanciata tra mandibola e mascella sia dal punto di vista muscolare che anatomico.

Il concetto di postura invece, non si riferisce ad una condizione statica, rigida e prevalentemente strutturale ma si identifica con il concetto più generale di equilibrio inteso come "ottimizzazione" del rapporto tra soggetto e ambiente circostante.

Dal punto di vista biologico, una funzione così importante non può essere

affidata ad un solo organo o apparato, ma richiede un intero sistema (il Sistema Tonico-Posturale).

L'IMPORTANZA DELL'APPARATO MASTICATORIO NELLA POSTURA

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L'apparato masticatorio entra in gioco in numerose funzioni come respirazione,

fonazione, masticazione e deglutizione. Queste  sono funzioni estremamente

complesse  e possono, in vario modo, influenzare l'equilibrio corporeo generale

a causa dei rapporti anatomici e funzionali con le strutture deputate al controllo della postura.

Un’attenta valutazione dell'apparato masticatorio nei soggetti che presentano problemi di tipo posturale spesso evidenzia: deviazioni della mandibola verso un lato, disfunzione occlusale congenita o acquisita nel tempo per una cattiva gestione dello stato di salute

della dentatura o per cattive riabilitazioni protesiche e/o ortodontiche.

In questi casi, non infrequenti, è opportuno e consigliabile che le terapie e i programmi riabilitativi mirino ad un miglioramento dell’apparato masticatorio, che nella maggior parte dei casi porta a risultati sorprendenti sia sul piano clinico che sulle prestazioni del soggetto in esame  permettendo all'atleta di esprimere al meglio potenza ed equilibrio.

LE PRINCIPALI ALTERAZIONI DELLA POSTURA IN RELAZIONE ALLE DISFUNZIONI DELL'APPARATO MASTICATORIO

Piano sagittale (laterale)

In questo piano la conformazione mandibolare e l'occlusione dentale condizionano la posizione della testa e delle scapole. In una occlusione di I classe scheletrica (mandibola perfettamente in asse rispetto al mascellare superiore) si ha una buona armonia fra il cingolo scapolare e il cingolo pelvico, mentre in una II classe scheletrica (mandibola dislocata posteriormente rispetto al mascellare superiore) i soggetti spostano in avanti la posizione della testa e delle spalle, con una variazione delle tensioni tra i corpi vertebrali. Infine nei soggetti che invece presentano una III classe scheletrica (mandibola dislocata anteriormente rispetto al mascellare superiore) la posizione della testa e delle spalle è spostata più indietro.

Sintomatologia

I sintomi tipici del paziente affetto da sindrome dell’articolazione temporo mandibolare sono: mal di testa di tipo muscolo-tensivo in regione frontale, dolore in regione auricolare e/o in regione zigomatica che può coinvolgere la zona orbitale, dolore e tensione muscolare cervicale, capogiri soprattutto nei cambiamenti di posizione repentini, acufeni, ronzii, rumore di scatto nell’apertura della bocca (click articolare), difficoltà di apertura della bocca (blocco articolare). Tali sintomi possono essere più o meno presenti in funzione della gravità del quadro clinico.

LE TECNICHE DI RIABILITAZIONE DELL'APPARATO MASTICATORIO.

Nell’ ambito delle disfunzioni Cranio-Mandibolari che diventano una causa primaria o una concausa di una disfunzione posturale globale, ad oggi il mezzo di gran lunga più adoperato e di maggiore efficacia è il BITE.

Il bite non è altro che una placchetta di  resina trasparente che modifica temporaneamente l’occlusione dentaria per permettere una migliore funzione muscolare durante la pratica sportiva.

Grazie ad un bite bilanciato secondo la dentatura del paziente, tutto il sistema muscolare cranio-cervicale può lavorare al meglio.

3bite

La terapia con un bite deve considerarsi sempre, o quasi, una terapia occlusale temporanea e provvisoria, che molto spesso viene utilizzata a fini diagnostici, che permette di modificare in modo reversibile lo schema occlusale preesistente senza intervenire in modo definitivo sulla dentatura dell'atleta.


Gli obiettivi di un bite sono quindi:

  • deprogrammazione dei muscoli masticatori
  • eliminazione della propriocettività
  • rilassamento muscolare
  • posizionamento funzionale della mandibola.  

Questo dispositivo viene usato anche per correggere parafunzioni come il digrignamento(o bruxismo) e serramento, soprattutto notturni

CONTROLLO NEL TEMPO DI UN BITE

Non si può consegnare un bite ad un atleta e poi non vederlo più: sarebbe l'errore più grosso che uno specialista possa fare. Il bite va seguito nella fase iniziale, almeno ogni settimana, modificandolo nel tempo e valutando gli effetti sull'apparato masticatorio.
Chi riceve un bite deve sapere che questo può rappresentare la risoluzione di molti dei suoi problemi ma può diventare, se la diagnosi non è corretta o se non viene ben seguito, la causa di ulteriori problematiche.

CONCLUSIONI

Valutando la postura di un atleta, non possiamo non controllare la funzione Cranio-Mandibolare anche perché, ad oggi esistono efficaci sistemi di diagnosi ed efficaci interventi terapeutici che possono essere adottati.
L'imperativo rimane quello di non considerare l’apparato stomatognatico in maniera isolata, ma va inserito in un contesto globale, insieme agli altri recettori posturali come il piede, gli occhi e il sistema vestibolare.
Va ricordato che non si può considerare l'apparato masticatorio come causa unica delle disfunzioni posturali e che le relazioni tra corpo ed apparato masticatorio sono reciproche.
In altri termini, può accadere che una malocclusione non è causa di problemi ma ne rappresenta, viceversa, solo la conseguenza.